ella
mitologia greca le sirene erano figure simili alle
arpie: con le loro irresistibili melodie attiravano i
marinai verso le loro isole rocciose e li facevano
naufragare.Il curioso Odisseo, secondo Omero, al
cospetto delle sirene, ordina ai suoi uomini di tapparsi
le orecchie e si fa legare all'albero della sua nave per
poter ascoltare il loro canto senza rischiare di esserne
fatalmente attratto. Nelle storie degli Argonauti le
sirene sono descritte come mostri con il capo di donna
ma il corpo di uccello. Giasone e gli Argonauti vengono
salvati grazie all'intervento di Orfeo, che con la sua
musica riesce a vincere l'ammaliante melodia di questi
mostri che, gelose, si gettano in mare e si trasformano
in rocce.
Nel
folklore europeo le sirene sono invece raffigurate come
splendide creature metà pesce, dalla cinta in giù, e
metà donna, dalla pancia in su. Nelle fiabe (da
Anderson a Walt Disney) e nella tradizione
cinematografica questi mostri si sono perciò caricati
di significati positivi perdendo la loro originaria
natura terribile. La sirena, nell'immaginario
collettivo, diventa una creatura leggendaria di
straordinaria bellezza, completamente priva
dell'originario carattere predatorio.
creature
fantastiche: Tra
le creature marine la Sirena è certamente la più famosa.
Tutti i popoli che abitano lungo le coste ne hanno fatto
la protagonista delle loro fiabe, e di lei ci hanno dato
infinite rappresentazioni i pittori, gli scultori, i poeti
e i narratori. Un personaggio amatissimo dagli artisti,
dovunque, ma anche dagli autori dei bestiari medievali,
ossia quei libri in cui spiegavano caratteristiche e
abitudini di animali quasi sempre fantastici. Le origini
delle Sirene sono antichissime e il loro nome deriva dal
greco antico Seirenes (da seirà, laccio oppure da seiros,
bruciante). Ed è propio nei miti greci che incontriamo le
sirene per la prima volta: solo che non erano affatto metà
donna e metà pesce, ma possedevano ali, artigli w un
grande corpo da uccello, è solo ne medioevo infatti che
possiamo il "Liber Mostrum", o "Libro dei
Mostri", descrive una sirena come oggi la conosciamo.
Spesso le sirene erano rappresentate con in mano una
cetra, serviva per accompagnarsi nel canto. La loro
principale caratteristica, infatti, era la voce
meravigliosa che nei secoli è diventata un simbolo di
seduzione e di richiamo irresistibile. Lungo la costa
della Magna Grecia, cioè quella parte dell'Italia
meridionale che fu dominata dai Greci, vivevano tre sirene
chiamate: Partenope (la verginale), che diede poi il nome
all'antica Napoli, Leucosia (la bianca) e Ligea (colei che
ha la voce chiara). Come tutte le creature d'acqua, dolce
o salata che sia, anche le Sirene possono cambiare forma.
Secondo le fiabe nordiche, per esempio, basta che
raggiungano la terra per ritrovarsi con un paio di
semplici gambe al posto della coda, ma appena tornano a
bagnarsi riprendono la loro forma originaria. Inoltre
possono predire il futuro e conoscono tutto quello che
avverrà. Per i marinai dei secoli scorsi vedere una
Sirena era considerato di cattivo augurio: non solo si
pensava fosse annuncio di tempesta, ma si pensava che da lì
a poco qualche membro dell'equipaggio fosse scomparso o
impazzito.
"La
sirenetta" di Andersen: Nelle
profondità degli oceani vivevano esseri metà umani e metà
pesci: le sirene. Dotate di una voce melodiosa, a volte
risalivano alla superficie del mare per cantare,
addolcendo così l'agonia dei marinai naufragati.
Abitavano in palazzi meravigliosamente decorati di
conchiglie multicolori e di madreperle che i raggi del
sole, smorzati, facevano risplendere. Intorno si
estendevano vasti giardini di alghe brune e verdi. Le
prime ondulavano come sciarpe di seta gonfiate da una
brezza leggera, le seconde, finemente cesellate, davano
riparo ai pesci dalle forme straordinarie e dai colori
forti, che volteggiavano graziosamente in compagnia di
meduse trasparenti. Nel più grande e più bello di questi
palazzi marini regnava il re del mare. Già vecchio, era
un padre soddisfatto di sei bellissime principesse. Egli
aveva affidato la loro educazione alla regina madre, che
aveva una grande coscienza del suo rango; infatti, inculcò
con rigore alle principesse le belle maniere, l'arte di
ricevere e tutte quelle cose che facevano di loro delle
ragazze sapienti e perfette. Erano tutte bellissime, ma la
più giovane era di uno splendore particolare che la
distingueva dalle sorelle. I suoi lunghi capelli biondi e
soffici, la sua bocca rossa, il suo colore delicato e i
suoi occhi chiarissimi le conferivano un fascino
incomparabile. Tutto in lei era perfetto... Ahimè! da
qualche tempo però la tristezza offuscava spesso il suo
volto delicato, dandole un'aria depressa e assente. Aveva
sempre più desiderio di ritirarsi nel giardino segreto,
giardino che aveva ogni principessa, perché le piaceva
sognare ad occhi aperti, lontana dagli occhi delle
sorelle; ma ora ci passava lunghe ore immersa nei suoi
pensieri. Qual'era la ragione di questo cambiamento
d'umore, lei che prima era così amabile? Qualche giorno
prima aveva trovato un busto in alabastro di un giovane
uomo, probabilmente caduto in mare durante il naufragio di
una nave. Era sempre stata attratta dai racconti della
nonna sulla vita terrestre; come tutte le sirene il giorno
del quindicesimo compleanno, sua nonna era emersa dalle
profondità dell'oceano e aveva scoperto il mondo
sconosciuto degli uomini. In seguito, aveva fatto
frequenti incursioni sulle spiagge di diversi litorali e
aveva conservato un ricordo indimenticabile delle sue
esperienze. La passione che metteva nel raccontare le sue
storie fu trasmessa alla giovane sirenetta. Avida di
particolari, l'assillava di domande; voleva conoscere
tutto della vita di chi, sulla terra, con due gambe, si
muoveva facilmente così come lei danzava nell'acqua…
Purtroppo, ancora alcuni anni le mancavano prima che lei
compisse i suoi quindici anni... Un giorno la maggiore
delle sue sorelle compì i tanto attesi quindici anni.
Dopo aver avuto innumerevoli raccomandazioni di prudenza
dalla nonna preoccupata, partì verso la superficie,
guardata con invidia dalla sorella minore.