ono
decine i fiori dedicati alle fate: tra questi il più
famoso è il Digitale
o Cappello delle Fate. Ma vi sono anche le
Campanelle, le Primule selvatiche, la Viola del Pensiero,
il Quadrifoglio, L'Erba di S.Giovanni o il Timo Pepolino.
Le fate amano i fiori e se me prendono cura sorvegliandone
il ciclo vitale; quando andate alla ricerca dei luoghi di
ritrovi fatati, ricordatevi che ogni prato, ogni striscia
di terra su cui fioriscono fiori e profumi selvatici lì
vi è la sicura presenza delle fate. Non a caso di
dice che il profumo lasciato dalle genti fatate sia quello
spiccato del muschio bagnato.
Per loro che hanno un fine olfatto, i profumi e le
fragranze sono
gelosamente custoditi come a dire che dentro questo
inebriante mondo fatto di colori e odori vi è tutta
quella fantasia capace di trasformare la realtà in magia.
Per noi quanto per loro la bellezza spesso è effimera
quanto quella di un fiore di un prato: pochi giorni di
meraviglia è poi via. Sta qui il segreto della bellezza:
può durare per poco tempo, ma il suo ricordo valere per
una vita.Allora, tanto vale che quanti calpestano un prato
fiorito si accorgano di ciò che sta alla base dei suoi
piedi. Facciano attenzione
a non strappare fiori inutilmente: un fiore reciso
vive a lungo nel suo ambiente, mentre avvizzisce non
appena lo avrete portato a casa. La natura offre bellezza
a chi la sa rispettare, anche a scapito di saper
rinunciare ad un mazzetto di fiori che, nel prato
diventeranno semi, piante, frutti e fantasia.
La
primula: Questo
fiore delicato annuncia la nuova stagione, ed il perenne
rinnovarsi della natura. E' pertanto considerato di buon
augurio. Essa possiede un potere unico, nel mondo
delle fate : quello di rendere visibile l'invisibile.
Infatti, si racconta che, per chi ci crede, mangiare le
primule sia un metodo sicuro per vedere le fate.Ci sono
due tipi di primule :
secondo una deliziosa leggenda un
giorno San Pietro, uomo e santo di carattere sanguigno,
avendo saputo che il Signore voleva un altro mazzo delle
chiavi del Paradiso, buttò il suo dal Cielo. Le chiavi
caddero in una regione dell'Europa settentrionale, per
fortuna senza procurare gran danno, e dove caddero spuntò
la primula veris: questo fiore giallo, dai piccoli capi
penduli, assomiglierebbe, secondo la tradizione popolare,
alle chiavi di San Pietro, tant'è che in Inghilterra,
viene chiamato anche "mazzo di chiavi". Nelle
nostre regioni è invece più diffusa la primula vulgaris,
dal piccolo capo eretto. Narra una storia di molto
tempo fa, di quando, per intenderci, ancora il popolo
degli uomini e quello degli esseri fatati vivevano
entrambi sulla terra ciascuno la propria vita, senza
danneggiarsi a vicenda, che fu proprio in un prato,
luminoso di primule gialle appena spuntate, che il re
degli elfi perse il suo cuore per una donna mortale. Erano
i primi giorni di sole, e sulla terra erano nate le
primule a rallegrare i prati col loro colore di pallido
oro, dopo un inverno così lungo e cupo che persino gli
esseri fatati ne avevano subito la tristezza.IL Re degli
elfi veniva da un suo splendido mondo d'oro e di
cristallo, attraversato da verdi lame di luce, luminose
come raggi di sole, da un mondo dove tutto era bellezza,
incanto e malia e dove abitavano bellissime fate. E
tuttavia, quando, affacciandosi da una delle sue torri,
vide occhieggiare tra la terra ancor secca dal freddo
invernale quei primi annunci di sole, venne colto dal
desiderio di far visita alla bellezza del mondo degli
uomini.Proprio da quelle parti viveva un nobile re, in un
castello che si alzava superbo e possente sulla collina.
Anche il re era possente e superbo, e già avanti negli
anni. Con lui viveva la sua giovane sposa, un po'
intimorita da quel marito così altero, un po' melanconica
per la solitudine alla quale la costringeva la gelosia di
lui. Quel primo giorno di sole, anche la giovane
regina, attratta dai primi raggi di luce e dai fiori
gentili spuntati così numerosi nei prati, indossò un suo
bell'abito di seta frusciante, verde come la tenera erba,
scese dalle sue alte stanze e corse felice come una bimba
verso quella promessa di primavera. Ovunque, le primule
profumavano del loro profumo leggero, del profumo di ogni
cosa del bosco e dei prati. IL re degli elfi era
abituato alla bellezza del suo mondo e della sua gente,
eppure, quando vide quella giovane donna mortale muoversi
lieve in quel prato di primule gialle, i lunghi capelli
biondi del medesimo oro quieto dei fiori appena
nati....Quando vide quei capelli che le danzavano leggeri
dietro le spalle una danza che sembrava in onore della
primavera, incarnazione della primavera ella stessa con
quell'abito di tenero verde di seta, il suo cuore fu preso
in un istante, e per sempre. Si avvicinò dunque alla
splendida giovane, promettendole che un giorno l'avrebbe
condotta nel suo invisibile mondo.