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Ent

i tutti gli esseri viventi della Terra di Mezzo, gli Ent sono i più grandi e i più forti. Sebbene si tratti del più antico popolo tra tutti gli esseri parlanti, gli Ent erano ancora dormienti al momento della comparsa degli Elfi. Furono infatti gli Elfi ad insegnare agli Ent a parlare, e da quel giorno, tutti gli Ent si dilettarono ad apprendere sempre nuove lingue, compresa quella "cinguettante" degli Uomini.Gli Ent sono i "pastori" delle foreste, custodi del mondo vegetale: ognuno di loro ha preso l'aspetto di una specifica varietà di albero, assumendo, quindi, varie sembianze e dimensioni.Gli Ent, di animo gentile, non pensano rapidamente e non agiscono mai di fretta, tranne quando sono davvero inferociti.Sono, purtroppo, una razza in via d'estinzione, in parte perchè molti si sono trasformati per sempre in normali alberi, privi di ricordi e della facoltà di pensare. Un'altra ragione è la scomparsa delle Entesse (le femmine degli Ent), le quali, molti anni or sono, si allontanarono dai consorti e sparirono misteriosamente dalle pagine della storia, senza lasciare traccia.I rami degli Ent sono come arti estremamente resistenti che possono spezzare la pietra e l'acciaio quando sono in preda alla furia, cosa che,  seppur rara, nessuno potrà mai augurarsi di testimoniare. Sono capaci di terrorizzare letteralmente tutti quelli che li scorgono infuriati, attaccano corpo a corpo contro creature, nemici, costruzioni, distruggendo tutto in pochi secondi come solo le radici sono capaci di fare in millenni di erosione e innarestabile forza.Sono quasi invulnerabili, non sentono dolore e non subiscono danni di frecce e dardi; odiano le scuri come solo gli alberi possono, ma anche quelle provocano loro non troppi danni. Temono il fuoco, che li danneggia veramente.

Le grandi aquile: Le Grandi Aquile sono le signore assolute dei cieli delle montagne settentrionali, dove solo un Drago in assetto da guerra potrebbe contrastarne la supremazia.Sono i più grandi volatili mai esistiti su Arda e la loro origine è sicuramente divina. Gli Eldar, i primi Elfi, le ritenevano  manifestazioni dirette del Pensiero di Manwë, Signore dei Valar e dei Cieli, create prima che le stelle venissero riaccese e gli Elfi si destassero. Le Grandi Aquile, infatti, di spirito indomito e mai malvagio, vivevano sui contrafforti dell'universo fin quando Manwë ordinò loro di costruire i nidi sulle vette di Taniquetil, la Montagna Sacra. Da qui le aquile si involavano sul mondo, poiché erano gli occhi di Manwë in Arda. Questi esploratori alati, che vissero durante la Prima Era, erano molto più grandi dei loro discendenti della Terza Era. Si pensi che Thorondor, il Primo Re delle Aquile che sempre si batté contro le creature malvage della terra, aveva un'apertura alare di 60 metri!Le aquile, durante le tormentate vicende che caratterizzarono la Prima Era, aiutarono in vario modo gli Eldar. Dopo che Beleriand fu sommersa dalle acque, volarono ad est; alcune di esse si stabililironosui picchi più alti delle Montagne Nebbiose (allora sede di bellicosi Orchetti), altre sulle Montagne Grige, dove enormi Draghi dormivano, si accoppiavano e cadevano di nuovo nel sonno. Sulle alte vette innevate la rivalità naturale tra questi giganteschi animali contribuì ulteriormente a farne crescere l'antagonismo. Più tardi, nel corso della Terza Era, Nani, Elfi, Hobbit, Istari e Uomini, avrebbero  potuto sempre contare sull'aiuto delle aquile, sia per avere informazioni, sia che per essere difesi dalle Forze Tenebrose.Le Grandi Aquile della Terra di Mezzo sono rapaci principeschi. Imperiosi, alteri ed orgogliosi, questi cacciatori non hanno pietà per i loro nemici e le loro prede. Se  un nemico viene afferato dagli artigli di un aquila, è meglio che chiuda gli occhi raccomandando la propria anima all'eternità. Infatti le Aquile hanno un grosso becco adunco e gli speroni dotati di artigli acuminati con i quali afferrano, colpiscono e trafiggono le prede. Non è facile averne ragione facendo ricorso esclusivamente alla forza.Le aquile hanno gli occhi relativamente più grossi di quelli di un uomo  e, a differenza degli altri volatili, la retina è fittamente innervata da terminazioni sensorie che garantiscono un'ottima percezione visiva.

 

 

 

 

 

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