l
nome "amazzone" deriva da A e
MAZON ossia "senza seno", perché si credeva che
queste donne guerriere si bruciassero il seno per tirare
meglio l’arco, ma diciamo che questa definizione è
puramente fantastica visto che la parola
"amazzone" è una parola armena che significa
"donna-luna"…
Le
Amazzoni risiedevano prevalentemente sul fiume Termodonte
in Leucosiria sulla costa meridionale del mar Nero, la
loro comparsa avvenne anche in Tracia, Asia minore, Grecia
e Siria. Si ebbero
la creazione di numerose città, come
Mitilene, Smirne, Cirene, Mirina e Cuma Eolica. Rigorosamente
popolo di sole donne governate da una regina, le guerriere
escludevano gli uomini e provvedevano alla conservazione
della stirpe recandosi una volta all’anno in primavera
presso un popolo vicino, i Gargarensi, dopo aver
sacrificato agli dei, passavano due mesi insieme, appena
un’Amazzone si accorgeva di essere incinta ritornava a
casa. Le femmine diventano Amazzoni, mentre i maschi
venivano affidati ai Gargarensi, i quali non potendo
stabilire la paternità li distribuivano come capitava
nelle varie capanne.Provvedevano alle attività quotidiane
ed anche a quelle che generalmente spettavano agli uomini,
come governare lo stato, cacciare, combattere, maneggiare
armi, andare a cavallo, tirare l’arco…il loro culto,
come si può ben capire, era di ordine matriarcale, gli
Sciti le chiamarono Eorpata, non rispettavano né la
giustizia, né il pudore, ma erano guerriere bellissime ed
avevano archi di bronzo e piccoli scudi a forma di
mezzaluna ed i loro elmi, le loro vesti e le loro cinture
erano fatti con le pelli di animali feroci.
Dea venerata dalle guerriere era Artemide identificata con
la Diana italica, era raffigurata come la ragazza
selvaggia che si compiaceva solo della caccia, alle sue
frecce si attribuiscono le morti improvvise soprattutto
quelle indolori, era molto vendicativa e numerose furono
le sue vittime.Possiamo ricordare numerose gesta di questo
popolo guerriero e numerose furono le regine che hanno
combattuto valorosamente: Ippolita ( cavallo scalpitante),
Antiope e Pentesilea, quest’ultima fu vittima
dell’orrenda violenza provocata dal genere
maschile…
"Pentesilea era regina delle Amazzoni, figlia di
Otrera e di Ares, aveva cercato scampo in Troia fuggendo
dalle Erinni di sua sorella Ippolita che aveva uccisa per
errore con una freccia durante una battuta di caccia.
Purificata da Priamo, essa si distinse in battaglia
uccidendo molti Greci… più di una volta Pentesilea
respinse Achille dalle mura di Troia, ma alla fine la
trafisse con la lancia, si innamorò del suo corpo ormai
esanime e senza perdere tempo si macchiò di
necrofilia." Gli uomini che le amazzoni tenevano
presso di loro erano menomati, storpi, privi di una gamba
o di un braccio, senza che questo impedisse loro di essere
straordinari amanti. L'handicap impediva agli uomini di
essere violenti e prevaricatori e di usurpare lo scettro
del potere alle donne. Pare che la regina delle amazzoni
Antianeira a una delegazione di uomini sciti che si erano
proposti come amanti privi di difetti fisici o malattie,
rispondesse così: "Lo storpio è l'uomo che sa fare
meglio l'amore".
Le
armi: Armi
delle amazzoni erano lo scudo a forma di falce lunare
chiamato pelta, la lancia, l'arco e le frecce (pare che
fossero formidabili arciere), l'ascia bipenne. Prima della
battaglia il loro segnale di guerra era il sistro, una
sorta di sonaglio, fatto generalmente in bronzo, che
veniva scosso producendo un suono sottile, onomatopeico di
voci della natura.Poiché era nel femminile che vedevano
la propria continuità, si è spesso detto che le amazzoni
uccidessero i figli maschi e allevassero solo le bambine.
Più probabilmente finito lo svezzamento i maschietti
venivano portati agli uomini con cui s'erano giaciute
perché se ne occupassero.Fin da piccole le bambine
venivano educate a dominare la paura e lo spavento, a
maneggiare le armi e ad andare a cavallo. Dovevano essere
coraggiose e indomite, vere guerriere sin dalla tenera età.
Venivano allattate con latte di giumenta, perché
sentissero come parte inscindibile il cavallo, che sarebbe
stato loro compagno di vita. Da adulte si nutrivano di
carne cruda e midollo di canne lacustri.Non esiste
amazzone senza il suo cavallo. Legame esclusivo, magico,
sacro. Compagno di battaglie, di caccia, di imprese, di
vita nomade, animale sacrificale. Il cavallo è tutto. Le
amazzoni acquisirono abilità sorprendenti
nell'allevamento equino. Erano depositarie di un sapere
quasi sconosciuto all'epoca, vere maestre nell'arte di
domare i selvaggi animali.
Achille,
Ercole e Teseo:
Ciascuno avrà la sua regina da amare. Achille amerà
Pentesilea e il corpo esanime di lei sfidando uno dei più
grandi tabù di tutti i tempi. Ercole con Ippolita: sarà
lui stesso ad ucciderla e far strage di amazzoni. Teseo
avrà per compagna Antiope madre di suo figlio Ippolito, e
anche qui assisteremo all'assassinio della regina da parte
dell'eroe.
Ippolita:
Regina
delle Amazzoni , possedeva un prezioso cinto che le era
stato donato da Marte, preso d'ammirazione per la indomita
virtù guerriera di lei: ma siccome la figlia di
Euristèo aveva desiderio di entrare in possesso del
cinto. Cosi fu imposto ad Ercole di andar a
conquistarglielo.Ippolita sarebbe stata anche disposta a
cederglielo pacificamente; ma Giunone, che non dava tregua
all'eroe da lei odiato sin dalla nascita, fece correr
voce, fra le Amazzoni, che Ercole fosse venuto per rapire
la loro regina, e le indusse, Cosi, a muovergli guerra,
nella quale Ippolita rimase uccisa, secondo alcuni;
secondo altri, invece ed è la variante più
autorevolmente diffusa fu fatta prigioniera da
Ercole,il quale la diede poi, in moglie a Teseo: e questi
ebbe da lei un figlio, Ippolito di cui si innamorò, poi,
la seconda moglie di Tèseo, Fèdra, con le tragiche
conseguenze che ne seguirono.