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sonno è un dono che la Natura ci ha lasciato nonostante i
nostri innumerevoli sforzi per allontanarci da essa. Non
in molti, ormai, riescono a sperimentare stati di trance
autoindotti. Non in molti, d'altra parte, riescono nemmeno
a sfuggire alla morsa della razionalità assoluta e
meccanicistica che regola il nostro mondo, la nostra
società. Il sonno è per definizione uno stato temporaneo
di perdita della coscienza. più precisamente, io direi
che la coscienza non è "persa", ma alterata...è
altrove... io personalmente considero il sogno qualcosa di
prezioso e significativo. Sensazioni, emozioni,
percezioni
ordinarie o meno sono in questo stato alterate, portate su
un piano differente, accentuate. Il sogno ci permette di
avere uno squarcio "dietro" la realtà,
illuminando fugacemente quelle linee sotterranee che
sottostanno alla superficie piatta e geometrica della
nostra esperienza nelle "civiltà occidentali" e
soprattutto della parte nascosta, oscura e sfuggente di
noi stessi.Parlare in termini scientifici di sogni, oggi,
non è impossibile. Attraverso la registrazione dell'encefalogramma
di persone addormentate si è potuto studiare l'andamento
delle onde cerebrali durante il sonno e tracciarne schemi
abbastanza precisi e corretti.Tuttavia nessuno ancora,
nonostante le innumerevoli teorie, è ancora riuscito a
specificare la funzione esatta di questo stato della
coscienza che ci divide totalmente dalla realtà così
come la intende la società moderna. Alcune teoria
attribuiscono al sonno una funzione ristorativa (un
periodo di ristoro degli stati fisiologici), altre una
funzione protettiva (proteggere dall'usura l'organismo),
altre ancora di conservazione dell'energia. Esistono anche
studi (per altro molto accreditati da studiosi e
scienziati) che pongono il sonno come meccanismo di difesa
degli animali naturalmente più vulnerabili. Sarebbe
questo il motivo per cui animali piccoli o lenti, come il
bradipo o il ghiro dormono anche 22 ore su 24, mentre
animali più grandi e veloci, come l'elefante ne dormono
appena 2. Dormendo, gli animali sarebbero meno esposti a
pericoli esogeni. In questa concezione l'uomo si trova a
metà della scala di misurazione.Lo studio dell'encefalogramma
dei dormienti ha portato a stabilire l'esistenza di 5 fasi
successive durante il sonno. Le prime 4 che portano dal
sonno leggero al sonno profondo, sono caratterizzati
dall'assenza di movimenti oculari rapidi. Questi primi 4
stadi vengono definiti sonno non Rem. Il quinto stadio è
invece associato a movimenti oculari rapidissimi : è il
sonno Rem (rapid eye movements), caratterizzato dalla
presenza di sogni. Il ciclo che passa dal sonno leggero al
sonno Rem si ripete nel corso della notte con durata di
circa 90 minuti.
Il
Sogno: Il
sogno oggi è considerato un'esperienza al di fuori della
realtà, un'esperienza senza aderenza con la razionalità
e quindi senza nessun nesso logico con ciò che accade
"al di qua". Questa convinzione deriva dalla
spinta razionalistica e positvista che affonda le radici
(radici per altro messe molto in discussione) nella fine
dell'800.A parer mio sarebbe più che auspicabile tornare
a guardare al sogno non solo come ad un'esperienza reale e
non al di fuori della realtà, ma come ad una vera e
propria proiezione, un proseguimento di ciò che pensiamo,
proviamo, facciamo ogni giorno. Semplicemente (!) il sogno
ci permette l'accesso a zone che nella quotidianità ci
sono precluse. Parlo dell'inconscio, parlo del piano
energetico, parlo delle sensazioni troppo spesso
sottovalutate, che durante i sogni "urlano" per
ricordarci la loro presenza. E non si fanno sentire
nemmeno nella loro totalità, perchè le barriere
protettive che poniamo tra di noi e la nostra vera natura,
impediscono loro di affiorare del tutto. Il sogno è
puramente istintivo, il sogno non segue le leggi della
causalità, temporalità, spazialità. Per questo a volte
è davvero difficile raccontarlo. Le contraddizioni che
sono insite nel linguaggio dei sogni, in realtà, non sono
che REGOLE DIVERSE da quelle del linguaggio naturale. Per
questo motivo non si riesce a "raccontarli".
Scoprire quali sono queste leggi, quali sono i concetti
che sottostanno alla formazione del materiale onirico è
compito affascinante ed arduo. Forse i sogni ci chiedono
di non porci domande su di loro, perchè le nostre domande
pretenderebbero di dare loro una forma non adeguata a ciò
che sono. Forse dovremmo "sentire" i sogni,
sentire ciò che ci dicono senza ragionarci, sentire le
sensazioni che ci danno, farci guidare da loro, piuttosto
che cercare di guidarli. Ma, ahimè, l'uomo ha l'abitudine
costante di voler capire, conoscere, sapere...molto spesso
solo sotto il punto di vista razionale, dimenticando
l'emotività...mentre le due sfere, a parer mio,
dovrebbero collaborare, soprattutto quando si tratta di
"prodotti" nati proprio dalla cooperazione di
entrambi.Nel sogno l'attività percettiva è prevalente
rispetto a quella cognitiva: i contenuti del sogno vengono
infatti visti e sentiti piuttosto che pensati. L'attività
del sogno coinvolge tutti i sensi, anche se in percentuale
diversa: le esperienze visive sono presenti in tutti i
sogni, quelle uditive nel 40-50% e quelle gustative,
olfattive e tattili in percentuale relativamente bassa. Le
emozioni, nei sogni, sono di solito pure e non mediate,
come invece si presentano nella veglia. La maggior parte
dei sogni è costituita da storie interrotte, formate in
parte da ricordi, con frequenti cambiamenti di scena. I
contenuti sono vari: spesso si tratta di situazioni
comuni, benché i sogni bizzarri siano un'esperienza
condivisa pressoché da tutti.
All'inizio del XX secolo Sigmund Freud ipotizzò che i
processi mentali del sogno fossero differenti da quelli
della veglia e li chiamò "processi di pensiero
primario", caratterizzati da meccanismi primitivi,
rapidi spostamenti di energia e contenuti sessuali o
aggressivi risalenti all'infanzia.