envenuti
nella mia dimora, esseri umani o fatati.Mi
presento, sono Morgana l'incantatrice delle leggende arturiane
( sorella di re Artù, nonchè sua amante e allieva del
mago Merlino ).Le
leggende sulla mia storia e la mia vita sono molte e in
tutte c'è una piccola parte di verità. Mi hanno definito
una fattucchiera, una guaritrice, una fata buona e
una pericolosa incantatrice.Giovane
o vecchia, uccello o donna, in alcune sono una Dea
celtica, in altre una ninfa.La
verità è ignota a tutti, e non la svelerò neppure adesso.La
mia antica residenza era sull'isola di Avalon ed è lì
che insieme alle mie ancelle ho trasportato il cadavere
del nostro amato Re Artù, perchè potesse riposare
al sicuro.
La
mia magia è forse la più potente che sia mai esistita, e
certamente non è al servizio del bene; molto mi è stato
insegnato da Merlino, molto mi è stato donato dalle Dee, molto
dai demoni, e negli anni che ho trascorso nel mondo degli
umani ho imparato molto anche dalle loro
conoscenze.Adesso
ho trovato una residenza tranquilla nelle Terre del Tempo, ne
ho fatto il mio regno e penso che resterò in questo luogo
molto tempo. Miei compagni in queste terre, un cavallo di
nome Bartok, una civetta bianca capitata per caso
nella mia stanza una notte e il mio fidato gatto
Cagliostro.Morgan
Le Fay (Morgana), personaggio direttamente derivato dalle
divinità Morrighan,
Macha e Modron
compare per la prima volta nella Vita
Merlini di Geoffrey; fa parte di un gruppo di nove
fate (a loro volta di tradizione celtica) che vivono ad
Avalon, figlia di Igraine aiuta Artù a guarire dalle sue
mortali ferite. Nelle narrazioni successive Morgana
scoprendo di essere la sorellastra di Re Artù, per
causa del sortilegio di Merlino, decide di vendicarsi su
di lui, si trasforma in Ginevra e con lui concepisce
Mordred, il cavaliere rinnegato che metterà fine alla
vita del grande sovrano.Avalon
e' considerata come l'ultima dimora delle spoglie terrene
di Artù, la leggenda infatti vuole che il re dopo essere
stato ferito da Mordred durante la battaglia di Camlann,
chieda ai cavalieri ancora fedeli di gettare Excalibur nel
lago dal quale era stata tratta. Quando i cavalieri
tornarono videro una barca che, trasportando il corpo in
fin di vita di Artù veniva avvolta dalle nebbie. Il corpo
di Artù viene infatti trasportato ad Avalon, da cui
risorgerà nel momento in cui l'Inghilterra avrà ancora
bisogno di lui. Merlino con un trucco viene imprigionato
in una tomba di cristallo (o d'aria) per colpa di Viviana,
la "Signora del Lago" (da alcuni
"unificata" con Morgana); ma continua a vivere
"su un altro piano" in attesa della risurrezione
del suo re. Morgana inizia ad assumere connotati sempre più
negativi, fino a diventare l'implacabile nemica del
sovrano, di Merlino e dei Cavalieri della Tavola Rotonda.
Nelle opere tardo medioevali, dimenticate le origini
semidivine, viene presentata come una perfida seduttrice,
tanto bella quanto malvagia: il prototipo, insomma, della
"donna sessuata" - la strega
- aborrita e temuta dalla Chiesa cattolica.
Nel
ciclo arturiano è una fata, la sorellastra di Artù o la
più potente di nove sorelle che governano l’isola
misteriosa dove Artù fu condotto dopo la battaglia
finale. I Normanni localizzarono quest’isola in
Calabria, donde il nome di fata
Morgana utilizzato dagli abitanti per definire il miraggio
che ancora oggi si osserva nei presi di Messina. Secondo
alcuni studiosi in Morgana resterebbe una traccia di
Morrigan, la dea irlandese della guerra.
Il
miraggio della fata Morgana: Il
Fazello, in una sua opera, scrisse che nell'isola
prossima al porto Paloro, un tempo detto Algema o Chequivi
in Sicilia, si assisteva a un raro fenomeno
ottico-metereologico, altrimenti noto come "miraggio
della fata Morgana", riscontrabile pure in altri
luoghi della Sicilia. Il fenomeno prende nome dalla
sorellastra di Re Artù ( che in lingua bretone vuol dire
"fata delle acque") ed avviene prima del sorgere
del sole. Nel cielo appare un esercito di uomini e navi e,
a volte, di cavalieri e cavalli che poi si dividono in due
formazioni, dando l'impressione di uno scontro bellico.
Quando il sole aumenta il suo calore, il fenomeno svanisce
nell'aria. Fisicamente parlando, il fenomeno deriva da
un'irregolare distribuzione dell'indice di rifrazione in
alcuni strati dell'aria, in modo tale che i raggi luminosi
provenienti da uno stesso punto di un oggetto dell'opposta
riva, subiscono variazioni in vario senso, ma comunque
restando su uno stesso piano verticale, in modo che i
punti stessi sono trasformati in linee verticali più o
meno allungate.