fiori
e gli alberi sono il sorriso della primavera, la poesia
della natura ed il più dolce emblema dell'amore.I fiori
e gli alberi sono il simbolo degli affetti più
puri e l'immagine più cara della giovinezza.Essi sono
amati da tutti o quasi! Chi non potrebbe infatti amare gli
alberi, quando si pensi che, solo essi nella natura, sono
sempre benevoli e mai nocivi, sempre fecondi di nuove
attrattive e dolcezze, mai pregiudizievoli ad
alcuno?I fiori rappresentano sulla terra il lato buono
delle cose e non sono mai avvolti dal male, come
sovente accade nella natura umana.La loro infanzia, tutta
fogliame, boccioli e gemme, è leggiadra, la loro gioventù
è un incanto. La loro morte è come una pioggia odorosa
od una nevicata abbondante che cade sulla terra; la loro
decomposizione, così ributtante in quasi tutte le cose, a
fatica si nota. Sempre fecondi, essi si moltiplicano in
grazia e bellezza. Tutti sono belli, nessuno brutto. La
maggior parte di essi attrae l'ammirazione di tutti.Tutte
queste virtù sono proprie anche degli Esseri di Luce, a
parte la morte.Ogni essere verde è intimamente legato ad
un "semplice".Abbattendo un albero o estirpando
un arbusto o un erba si recide il filo sottile di energia che
fa vivere gli Esseri di Luce causandone la morte o il
trasferimento in un altro albero.Questo passaggio avviene
non senza vendette.Nell'antichità solo gli alberi degni
di nota e indicati da un segno sovrannaturale diventavano
oggetto di un culto, ma non per questo tutti gli altri non
possedevano ognuno un'anima corrispondente alla sua
particolare specie.A volte si trattava di un essere
semidivino di cui la specie portava il nome e che si
presumeva averle dato vita; il più delle volte era una
ninfa o un elfo che aveva subito una metamorfosi. Conosciamo
quindi quali sono le essenze predilette dal Piccolo
Popolo.Coltivandole sui balconi e nei giardini
avviccineremo a noi gli Esseri di Luce...
La
Quercia, regina dei boschi: Le
querce sono tra le piante più longeve e simboleggiano la
presenza del tempo e della lunga memoria degli alberi.Le
querce più vecchie sono riverite come antiche dee che
risiedono sulla terra.Nel toccare il cielo con i suoi rami
e l'Altroregno con le sue radici, la quercia unisce le
forze della vita e della morte.Morta d'inverno e di nuovo
viva in primavera, riflette il trascorrere ineluttabile
della vita.Simboli del legame del Mondo di Mezzo con le
forze della terra sotterranea e del cielo, i boschi di
querce secolari ispirano la celebrazione della continuità
della vita.Come gran parte degli altri alberi, le querce
sono fortemente associate alle dee.La quercia era sacra a
tutti gli dei del cielo: Zeus, Thor, e il celtico Taranis,
ma anche alle divinità della terra, il cui aspetto
nutritivo dava cibo a tantissimi animali sacri, ma
soprattutto ai maiali, animali sacri a dee madri, come
Ceridwen. Il nome celtico della quercia è legato ai
concetti di 'albero' e 'porta', e il Cad Goddau afferma
che "essa si muove velocemente,davanti a lei tremano
terra e cielo, sempre in guardia contro il nemico, il suo
nome è noto in tutto il mondo".Le querce
rappresentano l'incessante trascorrere della vita dalla
nascita alla morte alla rinascita.Sono legate all'
Altroregno mediante le radici che affondano nella
profondità della terra dove risiedono gli gnomi.Con i
loro rami protesi verso il cielo, sono collegate con gli
spiriti del mondo celeste, in particolar modo con Taranis,
il Dio del Tuono e del Fulmine. Più antica è la quercia,
più incantata, sacra e spirituale è considerata.Le
querce sono particolarmente sacre ai druidi. Un bosco
naturale di antiche querce attrae gli spiriti del mondo
celeste e dell'Altroregno nel Mondo di Mezzo, dove
risiedono uomini e animali. Nei tempi antichi, i Celti
celebravano i loro riti all'aperto nei boschi di querce,
sia in Europa sia in Asia Minore. Persino i Romani ne
erano intimiditi, perché convinti che quei boschi fossero
oscuri e misteriosi. Tuttora presenti e vitali tra noi
uomini nel Mondo di Mezzo, le querce secolari del nostro
tempo ci invitano sul loro terreno sacro perché possiamo
metterci in contatto con gli spiriti di entrambi i mondi e
celebrare la continuità della vita attraverso i secoli.La
lunga vita delle querce è simbolo della presenza del
tempo e della lunga memoria degli alberi, che si rinnova
nei secoli. Le querce e il loro prezioso potere ci
attraggono, e ci ricordano con l'ondeggiare lento dei loro
rami che la vita è conoscenza. Nell' "Inno ad
Afrodite" Omero così descrive con tocchi di
altissima poesia la sacralità delle piante:
L
'unica prova della venerazione delle querce arriva dalla
Gallia: Plinio riporta una cerimonia in cui un vischio
sacro dai poteri curativi veniva tagliato da una quercia.
Nell'arpa irlandese di Brian Boru, la quercia rappresenta
l'aspetto creativo maschile.La quercia è la porta che
mette in comunicazione i due mondi.Eroi come Robin Hood
erano "senza motivo" identificati con
quest'albero, e ancora quasi tutti i paesi europei sono
invariabilmente orgogliosi della propria quercia. Non c'é
da meravigliarsi, poiché l' economia europea sin dal
Medioevo si basava sulla ricchezza prodotta dal legno, ed
in particolare da quello della quercia. Solo con le
colonizzazioni lo sfruttamento fu esportato in altri
paesi.La Quercia di Merlino esiste ancora (ne è rimasto
il ceppo) nella sua città natale, Carmarthen, nel Galles.
Molti inoltre credono che la Tavola Rotonda di Re Artù
fosse stata ricavata da un unico pezzo di quercia.Lo
Spirito della quercia ci porta nel mondo, non nella fase
di nascita, ma in quella della massima forza.