er
prima cosa Artù volle esplorare il suo reame in compagnia
del solo Merlino, e dovettero affrontare molte avventure.
Artù restò gravemente ferito in
un duello con un cavaliere di nome Pellinore, che
sfidava chiunque entrasse nelle sue terre e avrebbe ucciso
il re se Merlino non l’avesse soccorso con la sua magia,
immergendo Pellinore in un
profondo sonno, dal quale si
sarebbe ridestato solo dopo qualche ora. Poi portò Artù
da un eremita dotato di straordinarie qualità di
guaritore, e nel giro di tre giorni le ferite di Artù
furono risanate. Mentre ripartivano, Artù si rese conto
di aver perduto la propria spada."Non preoccuparti
gli disse Merlino. Qui vicino ce n' è un
‘altra che farà al caso tuo. "
Giunsero
ben presto a un vasto lago dalle acque trasparenti, nel
mezzo delle quali si levava un braccio coperto di bianca
stoffa che impugnava una magnifica spada. Quella è la
spada che ti ho promesso disse Merlino al giovane
re.
In
quel momento, ecco una bella donna emergere dalle acque.
Era , spiegò Merlino, la Signora del Lago, dentro il
quale c’era una grande roccia, e nella roccia la signora
aveva dimora in uno splendido palazzo. La donna si accostò
ad Artù che la salutò cortesemente, dicendole che
desiderava avere la spada che si levava sulle acque. Artù
rispose la donna quella è la spada Excalibur, ed è
mia. Ma te la darò se avrò da te il dono che desidero.
Artù promise di darle tutto ciò che desiderava ,e lei:
Allora va’ a quella barca, e rema fino alla spada.
Prendi la spada e il fodero, e io verrò da te al momento
propizio e ti chiederò il mio dono. I due uomini legarono
i cavalli ad un albero e remarono fino alla spada.
Artù
la afferrò, e il braccio scomparve sott’acqua. La
esaminò ammirandone la sua fattura. Che cosa preferisci
gli chiese Merlino la spada o il fodero? La spada,
naturalmente rispose il giovane. Sei poco saggio
replicò Merlino. Sappi infatti che
il fodero possiede poteri magici, e finché sarà al tuo
fianco non potrai essere gravemente ferito. Un giorno ti
sarà tolto, ma fino ad allora non distaccartene.