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Avalon l'isola fantastica

l ciclo Arturiano ha come sfondo geografico un'isola imprecisata chiamata Avalon.Un tempo considerata solo un parto della fantasia degli autori di saghe e  leggende, e' stato invece scoperto che effettivamente esiste un luogo e precisamente l'abbazia di Glastonbury, in Inghilterra, che gli storici sono concordi nell'associare con la leggendaria isola di Avalon (questo perché in epoca paleocristina tutta le regione era paludosa e quindi paragonabile ad una vera e propria isola).Leggende sull'isola delle nebbie ne possiamo trovare a decine, ma la maggior parte di esse concordano su alcuni punti in particolare.Avalon e' considerata la dimora dei tre incantatori cardine del ciclo arturiano: Viviana, la dama del lago e custode di Excalibur; Merlino il mago, o il taliesin (questo nome e' spesso inteso all'interno della saga arturiana come titolo onorifico per un bardo), colui che ha donato la spada a Uther di Pendragon il padre del futuro Re Artù; Morgana la fata, figlia di Igraine e sorellastra di Artù; e madre di Mordred il cavaliere rinnegato che metterà fine alla  vita del grande sovrano.

L'isola e' perennemente circondata dalle nebbie ed e' impossibile trovarla oppure raggiungerla a meno che gli abitanti dell'isola non "aprano le nebbie" permettendo alle persone di approdare sull'isola. L'isola e' raggiungibile solo tramite una barca; in alcune leggende si dice senza rematori, in altre con esseri non umani che conducono la barca. 

Avalon e' considerata come l'ultima dimora delle spoglie terrene di Artù, la leggenda infatti vuole dopo che il re venne ferito da Mordred durante una battaglia, abbia chiesto ai cavalieri ancora fedeli di gettare Excalibur nel lago da cui Uther suo padre l'aveva tratta. Quando i cavalieri tornarono videro una barca che, trasportando il corpo in fin di vita di Artù veniva avvolta dalle nebbie.Ia morte di Artù è variamente collegata al personaggio del nipote Modred  che, pur giocando ruoli diversi  a seconda della versione che si prende in considerazione, si configura comunque come un traditore. Nella battaglia in cui si affrontano , a Camlann , nella piana di Salisbury, restano entrambi mortalmente feriti. Nelle versioni in cui Artù non muore sul campo, viene prelevato da mani femminili  ( due o tre donne , oppure la fata Morgana ) perché possa essere curato e condotto nell’isola di Avalon.Questo luogo , nonostante l’identificazione con Glastonbury ( luogo dove si pensa fossero sepolti Ginevra e Artù), nella maggior parte dei racconti ha le caratteristiche spiccate di un altro mondo. Alcuni  ritengono che il nome derivi da Glass Island ( l’isola di vetro) , altri da Isle of Apple , l’isola delle mele, dato che aball, afall, avallen e avallo sono  nelle varie lingue del gruppo celtico i termini che definiscono la mela. Il simbolismo di questo frutto è così vasto e ricorrente in tutte le mitologie che non è possibile considerarne tutte le valenze, da quella per cui rappresenterebbe la congiunzione degli opposti ( il seme maschile e l’umida rotondità  femminile), a quella per cui , se avvelenata alluderebbe alla necessità della morte perché possa esserci una rinascita. Questi significati non sono estranei nemmeno al substrato mitologico del ciclo arturiano e del Graal, a maggior ragione se si accoglie l’osservazione che, a proposito della mela, ha fatto M.-L. von Franz, psicologa del profondo: “La mela ha in sé, potenzialmente, la possibilità della presa di coscienza, la conoscenza di Dio, attraverso la conoscenza degli opposti, del Bene e del Male, contenuti in sé”. Avalon richiama anche il nome di un’antica divinità celtica, Avalloch, che nella leggenda confluì in Evelake. Di lui si dice che fu battezzato da Giuseppe di Arimatea e che , nonostante fosse gravemente ferito, sopravviveva nutrendosi esclusivamente dell’Ostia consacrata. Per i Celti luogo di incontro di uomini e dei, eroi ed esseri fatati, nell’immagine di Avallon c’è anche una reminiscenza dell’Eden biblico, in cui la Terra dona i suoi frutti senza bisogno di essere coltivata e regna, con l’abbondanza, la beatitudine. E’ significativa anche l’associazione dell’isola con il Femminile. Nella “Vita di Merlino” l’isola è posta sotto la giurisdizione di nove sorelle, capeggiate da Morgana che ricordano la comunità di sacerdotesse descritta dallo storico latino Pomponio Mela come residenti nell’isola gallica di Sena, capaci di guarire malattie incurabili e donate di straordinari poteri profetici.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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